Glaucoma

Se l’umore acqueo, continuamente prodotto e riassorbito dall’occhio, trova il suo naturale canale di scarico oculare (angolo camerulare) ostruito ne consegue un più o meno repentino aumento della pressione intraoculare con sviluppo di glaucoma.

glaucoma

Con glaucoma si intende infatti una grave patologia oculare derivata da un eccessivo aumento della pressione intraoculare con conseguente danno cronico e progressivo al nervo ottico. La lesione del nervo ottico determina una lenta e costante diminuzione del campo visivo e , nei casi più gravi, può portare alla perdita della vista. Il glaucoma si suddivide principalmente in due tipologie:

glaucoma cronico semplice (o glaucoma primario ad angolo aperto GPAA): è il tipo più comune, procede lentamente ed è causato da un progressivo e non violento innalzamento della pressione oculare che determina un’atrofia del nervo ottico con conseguente insorgere di problemi di vista;

glaucoma ad angolo chiuso: colpisce occhi predisposti a causa di una particolare conformazione anatomica per cui l’angolo camerulare è eccessivamente stretto e, per effetto di vari stimoli, si chiude impedendo la fuoriuscita dell’umore acqueo. In questa forma i sintomi (vista appannata, aloni attorno agli oggetti luminosi, cefalea e dolore attorno all’occhio a volte accompagnate da nausea e vomito) hanno una comparsa improvvisa ed acuta.

Fattori che favoriscono il glaucoma
La malattia è piuttosto insidiosa in quanto nelle sue prime fasi è asintomatica: è stato ipotizzato che ben il 50% dei malati di glaucoma allo stadio iniziale non sappia di esserne affetto. Solo dunque un accurato esame oftalmico è in grado di determinare la presenza del glaucoma: poiché nella grande maggioranza dei casi il primo segno é una presenza di una ipertensione oculare il provvedimento fondamentale sarà appunto la misurazione della pressione intraoculare (tonometria).

Essa sarà sempre associata alla osservazione oftalmoscopica dello stato della papilla ottica per identificare anche i meno numerosi casi di glaucoma a pressione normale. La pressione interna dell’occhio in condizioni normali dev’essere compresa fra 10 e 20 millimetri di mercurio (mmHg).

Tonometro a soffio:

E’ possibile individuare alcuni fattori di rischio che possono portare allo sviluppo della malattia:

  • età matura: il glaucoma insorge generalmente dopo i 40 anni di età, indifferentemente nelle persone di sesso maschile o femminile;
  • ereditarietà: una persona con parenti di primo grado affetti da glaucoma avrà una possibilità da 4 a 10 volte maggiore di sviluppare la malattia;
  • alta pressione oculare: pur non essendoci un parametro univoco per determinare la giusta pressione oculare di un individuo (questa infatti varia da una persona all’altra), una pressione superiore ai 21 mmHg è da considerarsi al limite;
  • malattie croniche: le persone affette da malattie sistemiche come il diabete o l’ipertensione sono più soggette allo sviluppo di glaucoma;
  • presenza di una forte miopia o traumi oculari.

Terapie per il glaucoma
Le cure farmacologiche non possono purtroppo riportare l’occhio alla condizione di pre glaucoma, ma sono finalizzate alla conservazione ed alla prevenzione di ulteriori danni. La persona affetta da glaucoma dovrà dunque assumere quotidianamente, con estrema regolarità, uno specifico collirio in grado di abbassare la pressione intraoculare. Il glaucoma richiede, è bene ricordarlo, controlli per tutta la vita. L’eventuale ricorso a terapie chirurgiche (ad esempio la trabeculectomia che consiste nel praticare un tunnel intrasclerale per permettere all’umore acqueo di filtrare al di sotto della congiuntiva) è da valutarsi attentamente con il medico per le eventuali complicanze che possono insorgere.